Claudio Spadaro, il mestiere silenzioso di un attore che il cinema non dimentica.
Claudio Spadaro apparteneva a quella preziosa categoria di interpreti che non hanno bisogno di occupare il centro dell’inquadratura per lasciare un segno. Il pubblico poteva non ricordarne subito il nome, ma ne riconosceva il volto, lo sguardo, la capacità di dare consistenza a un personaggio anche nello spazio di poche scene.
L’attore è morto a Taranto il 10 giugno 2026, a 72 anni, appena sette giorni prima del suo settantatreesimo compleanno. Era nato nella città pugliese il 17 giugno 1953 e, giovanissimo, aveva scelto Roma per dedicarsi alla recitazione.
Da allora Spadaro ha costruito una carriera lunga oltre quarant’anni, attraversando cinema, televisione e teatro e lavorando con autori molto diversi tra loro: Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Ricky Tognazzi, Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway e Franco Zeffirelli. Una traiettoria professionale fondata più sulla solidità del mestiere che sulla ricerca del divismo.
Uno dei personaggi che maggiormente lo hanno reso riconoscibile al grande pubblico è stato Pigreco, l’enigmatico agente dei servizi segreti di *Romanzo criminale – La serie*, interpretato tra il 2008 e il 2010. Ma la sua lunga presenza televisiva comprende anche produzioni come La Piovra, Distretto di Polizia, Don Matteo, Paolo Borsellino e, negli anni più recenti, Le indagini di Lolita Lobosco.
Un capitolo particolare della sua carriera è stato il rapporto con la figura di Benito Mussolini. La somiglianza fisica con il dittatore lo ha portato a interpretarlo in diverse produzioni, fra cui Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli, Maria José, L’ultima regina, Mafalda di Savoia , Il coraggio di una principessa e Trilussa , Storia d’amore e di poesia. Un personaggio al quale Spadaro è tornato anche in una delle esperienze più significative della fase finale della sua carriera, legata alla L. Università del Cinema di Roma.
Il percorso è nato dal progetto dedicato ad Adolfo Porry Pastorel, grande fotoreporter italiano, e dal lavoro sviluppato da Igor Geat intorno alla sua figura. Da questa ricerca ha preso forma anche C’era una volta Hillwood , sulle tracce di Porry Pastorel, progetto realizzato attraverso una collaborazione che ha coinvolto la Libera Università del Cinema e nel quale Spadaro è tornato a vestire i panni di Mussolini.
Ma il legame con la LUC ha avuto anche un’importante dimensione formativa. Nell’ambito del Master di Regia, gli allievi dell’Università hanno infatti realizzato *La staffetta dei cieli, cortometraggio nato dallo stesso universo narrativo dedicato a Pastorel. Il lavoro è stato affidato concretamente agli studenti, accreditati alla regia e alla sceneggiatura, con la didattica e la supervisione di Patrizia Genovesi.
Non si è trattato soltanto di un’esercitazione di fine percorso. La staffetta dei cieli, prodotto dalla LUC , Master di Regia, è stato selezionato al 30° MedFilm Festival nella sezione “Sguardi dal Futuro”, offrendo agli allievi un confronto diretto con il pubblico e con il mondo professionale.
La presenza di Claudio Spadaro in questo percorso assume oggi un significato particolare: un attore con oltre quarant’anni di esperienza che, nella fase conclusiva della propria carriera, ha lavorato accanto a una nuova generazione di cineasti. Non soltanto un altro ruolo, quindi, ma anche un ideale passaggio di esperienza e di mestiere.
Spadaro ha continuato del resto a lavorare fino agli ultimi anni. Nel 2025 era nel cast de L’Arca, opera prima di Giorgio Caporali, e di Tranquility Base di Lorenzo Pedrotti, presentato nell’edizione 2026 del Milano Film Fest.
Rimane così il ricordo di un interprete lontano dalla retorica del divismo, capace di attraversare generi, autori e generazioni mantenendo una cifra fatta di misura, presenza e affidabilità. Uno di quegli attori che non chiedono alla scena di appartenergli: vi entrano, danno vita al personaggio e contribuiscono, spesso silenziosamente, a costruire la memoria del nostro cinema.
Il 12 settembre il comune di Castel San Pietro Romano a partire dalle 18.30 lo ricorda in una serata dedicata.