L’intelligenza artificiale dopo l’inizio
Il testo analizza l’intelligenza artificiale non come una promessa futura, ma come una realtà già integrata nei sistemi economici, industriali, amministrativi, educativi e culturali.
Il testo analizza l’intelligenza artificiale non come una promessa futura, ma come una realtà già integrata nei sistemi economici, industriali, amministrativi, educativi e culturali.
Il rischio dell’AI non è la macchina che governa, ma il potere umano che usa infrastrutture fragili, monopoli e dipendenze per privatizzare accesso, conoscenza e autonomia collettiva. Un articolo di Patrizia Genovesi
Questo contributo di Patrizia Genovesi analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle industrie creative, in particolare sull’audiovisivo, non come semplice innovazione strumentale, ma come trasformazione strutturale del rapporto tra lavoro, valore e domanda culturale.
Durante la Rome Art Week 2025 l’Open Studio di Patrizia Genovesi si apre al pubblico con il progetto Dove siamo quando siamo online?. Un’esperienza tra arte, scienza e filosofia che esplora identità, coscienza e trasformazione digitale.
L’intelligenza artificiale nel cinema segna una rivoluzione sospesa tra potenza operativa e accessibilità reale. La posta in gioco non è solo tecnica: riguarda chi potrà usare questi strumenti e come influenzeranno la creatività. Aggiornamento 2025
Meta, come altri giganti tech, vive un equilibrio precario: mercati maturi in declino, emergenti ancora redditizi. L’AI alimenta narrativa e contratti con governi, ma erode traffico e PMI. Energia, dati e potere si concentrano, mentre la base economica si restringe. Un ciclo al picco, ora in lento logoramento.
L’IA non è un’entità aliena, ma il frutto del percorso evolutivo umano. Un riflesso della nostra spinta a creare, comprendere e proiettare noi stessi oltre i vincoli della mortalità.