L’ODISSEA AL CINEMA

MASTERCLASS

 

E il mondo dell’Odissea è effettivamente pericoloso: basta un errore, un dio irritato o un compagno imprudente perché tutto precipiti. Ma non tutti quelli che incontrano Ulisse finiscono male. Nausicaa, i Feaci, Eumeo e altri lo aiutano. A finire malissimo sono soprattutto nemici, trasgressori e , molto spesso, i suoi poveri compagni.

Il vero centro del poema è forse il nostos, il ritorno: Itaca, Penelope, Telemaco, la propria casa e la propria identità. Dopo mostri, seduzioni, ricchezze e perfino l’offerta dell’immortalità, Ulisse vuole tornare nel luogo a cui appartiene.

“L’Odissea non insegna che l’eroe è moralmente buono: mostra che per sopravvivere servono intelligenza, resistenza, prudenza e anche fortuna. Al centro c’è soprattutto il bisogno di tornare alle proprie radici e alla propria casa.”

Portare l’Odissea al cinema significa dare un corpo, una luce e una voce a un racconto che ciascuno di noi ha già immaginato. Nella masterclass vedremo come Christopher Nolan affronta questo passaggio e come le sue scelte cinematografiche diventano una lettura emotiva del viaggio di Ulisse.

Quanto deve essere grande il mare perché un uomo ci si senta perduto? E quanto vicino dobbiamo guardarlo per accorgerci che ha paura?

La masterclass dedicata all’Odissea  partirà da qui: dalle scelte con cui il cinema dà una forma visibile e udibile a ciò che accade dentro i personaggi. Entreremo nella costruzione del film attraverso regia, fotografia, scenografia, effetti speciali e musica, seguendo il rapporto fra la dimensione spettacolare del viaggio e quella intima del ritorno.

Osserveremo dove Nolan mette la macchina da presa, quanto ci avvicina agli attori, che cosa lascia fuori dall’inquadratura. Vedremo come la durata di uno sguardo e il ritmo del montaggio possano cambiare il significato di una scena. La direzione degli interpreti ci aiuterà a interrogare il suo Ulisse: quanto spazio hanno la paura, l’ostinazione, la nostalgia? Come diventano gesti, esitazioni, presenza fisica?

Affronteremo la fotografia partendo dalla luce, dai colori e dalle proporzioni dell’immagine, fino alle possibilità e alle esigenze del formato IMAX. Nella scenografia cercheremo il lavoro che rende abitabile un mondo: materiali, superfici, ambienti, distanze fra i corpi. Per gli effetti speciali ricostruiremo il dialogo fra ciò che viene realizzato sul set e ciò che prende forma nelle successive lavorazioni, chiedendoci come ciascuna soluzione orienti la nostra percezione.

Alla musica e al suono dedicheremo un ascolto preciso: quando accompagnano un’emozione, quando la anticipano, quando introducono un’inquietudine che l’immagine, da sola, non suggerirebbe.

Sequenze e materiali di lavorazione guideranno un percorso accessibile anche a chi non possiede conoscenze tecniche. Ogni termine sarà spiegato attraverso il suo effetto sullo spettatore. Al centro resterà l’interpretazione emotiva di Nolan: capire quale esperienza umana cerchi nel poema e attraverso quali decisioni cinematografiche ci inviti a condividerla. Perché possiamo conoscere la strada verso Itaca e tuttavia, seduti al buio, sentire l’incertezza di chi deve percorrerla.

Non ultimo incontreremo le precedenti edizioni de l’Odissea sullo schermo e le suggestioni che ci hanno regalato.