Metamorfosi dell’emozione nel ritratto

 

 

PRENOTA

 

 

 

Nel ritratto l’emozione attraversa una metamorfosi. Affiora in un’espressione, in un gesto appena accennato, nel rapporto tra il corpo e la luce, e trova nella fotografia una forma che la trattiene senza esaurirne il significato.

Quando il ritratto nasce dall’interpretazione che attrici e attori e fanno di un’altra identità, il confine tra la figura evocata e la persona che le dà corpo si fa incerto. Nell’espressione convivono memoria e invenzione, intenzione e spontaneità, mentre qualcosa di inatteso emerge dall’incontro tra due esperienze umane.

Ma la trasformazione non si conclude nello scatto. Lo sguardo di chi osserva introduce altre memorie, altre sensibilità, attribuendo al volto significati che possono mutare nel tempo. La stessa espressione può suggerire fragilità o determinazione, distanza o intimità, senza lasciarsi ricondurre a un’emozione univoca.

Il ritratto diventa così uno spazio di relazione, nel quale l’identità non si rivela una volta per tutte e l’emozione continua a trasformarsi, passando dall’esperienza di chi è ritratto allo sguardo di chi riconosce nell’immagine qualcosa di sé.

 

 

Faccio parte della vecchia guardia, quella che pensa che la definizione di artista venga attribuita dai posteri che guarderanno il lavoro.

La parola “arte”, nel suo etimo, è collegata alla materialità e alla perizia con cui viene creata l’opera, e ogni opera, nel tempo, è passata al vaglio del Re, dell’Imperatore, del Papa e del Signore. Solo più tardi ha dovuto piacere al popolo e, ancora più tardi, alla massa.

Quando creo una foto, una regia o uno scritto, oggi non mi chiedo se piacerà alla gente, ma se il mio lavoro verrà capito. Se avrà la forza di superare il rumore di fondo, ma soprattutto se produrrà un’eco in chi lo incontrerà, se gli sarà utile per affrontare quella giornata con più consapevolezza, con più serenità, o con meno dolore.

 

Patrizia Genovesi

 

Contesteco 2023 finalista Patrizia Genovesi

 

 

 

 

Apertura su prenotazione

21 ottobre al 7 novembre

lunedì – sabato ore 15-19

 

 

Open Studio Gallery via di Villa Belardi 18 – Roma

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